venerdì 24 luglio 2015

Fenomenologia dello spirito

Teo sul 1° tiro.
Teo sul 3° tiro.
Sul 4° tiro.
Tracciato della via (rosso). In azzurro e arancio
Specchio delle mie brame e Freedom.
Pinnacle - Agaro
Parete S


Mi ritrovo in Ossola per la seconda volta quest'anno, e finalmente ad Agaro. La meta però non è la via più famosa della parete, ma quella più spostata a destra, sull'ultimo pilastro (il settore Pinnacle), dal nome opinabile ma tutto sommato non peggiore di tanti altri. Arrampicata molto bella e divertente, decisamente raccomandata, ma con tratti impegnativi, ancorché sicuri. Il posto è bellissimo e la roccia pure; speriamo di tornare a provare le altre vie della parete...
Accesso: si raggiunge Domodossola tramite la A26, si esce dalla superstrada seguendo per Crodo e si continua verso Croveo (indicazioni Devero). Si prosegue sulla strada raggiungendo la frazione Goglio, si attraversa il torrente e si curva a destra al bivio successivo (indicazione Ausone-Agaro). Si segue la strada (sterrata nel tratto finale)  fino all'imbocco della galleria di servizio della diga ove ci sono pochi (5-6) posti-auto e si percorre la fresca galleria (1,5 km; interruttore della luce all'inizio) trovandosi al cospetto della diga. E' possibile anche attraversare la galleria in auto senza problemi, a meno che non abbiate un SUV, e parcheggiare subito dopo (10-15 posti-auto). Si sale alla diga e si costeggia il lago puntando alle evidenti pareti nerastre. All'altezza di uno scarico d'acqua si sale verso sinistra fino ad un ometto, ove si prende ancora a sinistra a raggiungere la base della parete. Ci si sposta quindi verso destra fino all'evidente diedro arcuato dell'ultimo pilastro; poco a destra c'è l'attacco (scritta mezza cancellata).
Relazione: via molto bella su roccia ottima, in massima esposizione. Arrampicata elegante e tecnica su tacche e buchetti, mai banale. Protezioni a fix sicure, ma non proprio ravvicinate; il grado obbligato è sul 6a-6a+. Soste attrezzate con due fix e catena con anello di calata; portare solo rinvii.
1° tiro: salire la placchetta, spostarsi lievemente a sinistra e risalire il bordo destro del diedro fino alla sosta posta su un terrazzino a sinistra un po' fuori dalla linea degli spit. 30m, 5c; nove fix.
2° tiro: a destra a riprendere il filo della salita sulla parete che diviene più verticale fino alla sosta. 35m, 6a+ (un paio di passi); undici fix.
3° tiro: bellissimo muro di continuità che risale la parte più verticale del pilastro. 35m, un paio di passi di 6b+ (ma anche il resto non proprio banale); dieci-undici fix.
4° tiro: spostarsi a destra della sosta a risalire facili placchette, superare una breve pancetta e continuare per rocce più facili fino alla sosta. 35m, 6a (un passo), nove fix.
La via avrebbe un 5° tiro (valutato di 6b) che noi abbiamo trovato bagnato e non percorso.
Discesa: in corda doppia. Dalla 4a alla 3a sosta, poi alla 1a e a terra. Non saltate la 3a sosta perché le corde potrebbero non bastare (parlo per esperienza...).

mercoledì 15 luglio 2015

Dallago-Valle-Menardi-Michielli-Costantini

Sul 2° tiro.
Teo sul 3° tiro.
Sul 4° tiro.
Teo sul 7° tiro.
Tracciato della via.
Gusèla del Nuvolau
Parete SO


Dopo la giornata piena sul Bandiarac, una via tranquilla e divertente su roccia ottima per completare il week-end dolomitico; decisamente raccomandata per un'arrampicata di mezza giornata senza patemi e in luoghi assai meno affollati che le classiche Torri o Falzarego.
Accesso: da passo Giau si prende il sentiero che porta verso il Nuvolau, si attraversa una zona con sassi e detriti vari e si risale subito dopo verso destra, seguendo una vaga traccia. Si risale il ghiaione e le roccette soprastanti e si piega a sinistra, portandosi verso la parete. La via attacca alla sinistra di un grosso masso, in corrispondenza di un diedro. Cordone in clessidra e chiodo alla base.
Relazione: via che risale la parete SO della Gusèla con arrampicata divertente e mai difficile, su roccia ottima. Portare friend piccoli e medi per integrare.
1° tiro: risalire il diedro e proseguire poi sul suo lato sinistro fino alla sosta su una terrazza; 25m, IV. Sosta su un golfaro, un fix e un chiodo.
2° tiro: a sinistra della sosta a risalire una lama con passaggio esposto. Ci si infila poi in una larga fessura fino alla sosta in una specie di nicchia; 15m, V, III+, 1 chiodo. Sosta su 2 chiodi.
3° tiro: uscire a sinistra dalla fessura e proseguire liberamente lungo lo spigolo e la placca alla sua sinistra; 45m, IV-. Sosta su 2 chiodi con cordone.
4° tiro: a sinistra della sosta a risalire una vaga lama per portarsi in un diedro; a metà di questo ci si sposta sulla parete di destra e si rientra poi a sinistra, si supera un ultimo salto e si sosta al suo termine; 40m, IV, 1 cordone in clessidra. Sosta su 1 chiodo + cordone in clessidra.
5° tiro: si risalgono le rocce rotte puntando ad un pilastro a destra dell'evidente tetto giallo; 40m, I. Sosta su clessidra alla destra del pilastro.
6° tiro: a sinistra della sosta a rimontare il pilastro, per superare una lama e proseguire fino ad un terrazzo con uno spuntone; 20m, IV-. Sosta su spuntone.
7° tiro: per facili rocce a prendere una fessura oltre a quale si prosegue su rocce più facili; 45m, II, IV, II. Sosta su clessidra.
8° tiro: lievemente a destra della sosta senza percorso obbligato fino alla vetta; 35m, III, II. Sosta su spuntone.
Discesa: si segue l'evidente sentiero che punta verso N e che con un larghissimo giro riporta sul segnavia 438 che si segue verso destra attraverso un tratto attrezzato fino al sentiero di partenza. Un'oretta circa.

sabato 11 luglio 2015

Mazzetta-Alletto-Dall'Oglio

Sul 2° tiro.
Teo sul 3° tiro.
Sul 6° tiro.
Teo sul 6° tiro.
Teo sull'11° tiro.
Sul 12° tiro.
Sul 13° tiro.
Teo sullo scivoloso sentiero sommitale.
Tracciato della via.
Terzo pilastro del Bandiarac (Parei dl'Tablè)
Parete SO


Finalmente, tardivamente, è iniziata la stagione dolomitica e per l'inaugurazione cerchiamo una via lunga, possibilmente su qualche parete a noi sconosciuta, per assaporare un tocco di esplorazione e scrutare angoli inusitati di queste fantastiche montagne. La scelta cade sui pilastri del Bandiarac, che avevo rimirato con curiosità infinite volte scendendo da passo Falzarego, e precisamente sul terzo. Ne esce una bellissima giornata (a parte il caldo infernale) con la parete tutta per noi e una via non difficile, ma da non sottovalutare.
Accesso: dalla strada che da La Villa in Badia porta a passo Falzarego si raggiunge la deviazione per la Capanna alpina e la si segue fino al parcheggio (a pagamento; 5€/giorno). Guardando verso N si vedono chiaramente i pilastri del Bandiarac ed il canale che si dovrà percorrere. Si raggiunge quindi il retro della Capanna e si segue una traccia sulla sinistra che in breve porta ad un ghiaione e si infila nel canale tra due avancorpi. Si risale il canale fino alla parete (bolli rossi) e ci si sposta a destra fino ad un pilastro dove parte la via (ometto alla base). Più o meno 45'.
Relazione: la via risale con bella intuizione la parete SO del Pilastro con difficoltà assai contenute (qualche passaggio di V), ma con chiodatura praticamente inesistente: portare friend fino al 2-3 BD per i tiri in fessura. Chiodi e martello non sono indispensabili, ma forse un paio di chiodi per allestire una sosta possono essere utili nei tiri finali prima della cengia, dove si possono "mancare" le soste indicate. Peraltro bisogna dire che non si trovano molti punti per una buona assicurazione e la roccia non ha un aspetto molto rassicurante, anche se in realtà è migliore di quanto sembri.
1° tiro: salire i primi metri di rocce delicate ed infilarsi nel camino, uscendo sulla destra in corrispondenza di una terrazza dove si sosta; 45m, III+, IV-. Sosta su 2 mughi con cordone.
2° tiro: brevemente sopra la sosta per spostarsi poi a sinistra ed entrare in un diedro che porta in cima al pilastro dove si sosta; 25m, IV-. Sosta su mugo.
3° tiro: spostarsi a sinistra a risalire una lama verticale, indi salire ancora spostandosi a sinistra per rientrare poi a destra alla sosta; 40m, IV-, V, IV-. Sosta su 2 chiodi.
4° tiro: risalire un muretto a destra della sosta e infilarsi in un camino che porta sulla cima di un pilastro dove si sosta; 35m, IV-. Sosta su 2 chiodi.
5° tiro: a sinistra della sosta fino alla cengia dove si traversa ancora verso sinistra fino a portarsi all'altezza di un'evidente lama; 50m, IV, I, 1 ch. Sosta su 1 chiodo.
6° tiro: salire i gradoni sopra la sosta e seguire la fessura fino al suo termine, dove si sosta; 50m, III+, V, 2 chiodi, 1 fettuccia in clessidra. Sosta su due chiodi.
7° tiro: a sinistra per rocce facili per poi rientrare sulla verticale; salire fino ad identificare una grossa nicchia con ometto lievemente a destra dove si sosta; 45-50m, III. Sosta su clessidra.
8° tiro: uscire dalla nicchia a destra per salire dritti fino ad una nicchia nerastra; uscirne a sinistra e proseguire fino ad incontrare un breve canalino poco oltre il quale si nota sulla destra una nicchia giallastra dove si sosta; 50m, III+. Sosta su clessidra.
9° tiro: a sinistra della nicchia per proseguire poi dritti fino a poco sotto la cengia; 50m, III+. Sosta su clessidra con 2 cordini.
10° tiro: salire i pochi metri fino alla cengia ed attraversare verso destra fin dove questa si allarga; 70m circa, I. Sosta su mugo. Noi abbiamo percorso un breve tratto in conserva.
11° tiro: per facili roccette a risalire l'evidente camino che divide lo spigolo; 70m circa, IV+, III, I, 1 cordone su masso incastrato. Sosta su albero. A metà camino circa si nota un ripiano sulla destra che dovrebbe fungere da sosta intermedia; noi ovviamente l'abbiamo saltata facendo anche qui un breve tratto in conserva.
12° tiro: risalire l'avancorpo e spostarsi verso destra fino alla parete di un pilastro giallastro, indi attraversare brevemente a destra fino alla sosta; 25m, II, IV-. Sosta su 2 chiodi.
13° tiro: risalire la parete a destra della sosta, attraversare verso sinistra sino a portarsi sopra il pilastro e salire lo spigolo fino al terrazzo di sosta; 50m, IV-, III, 1 chiodo. Sosta su 1 chiodo con occhiello rotto. Attrito non trascurabile delle corde.
14° tiro: salire per rocce rotte fino ad una nicchia dove si sosta; 40m, III. Sosta su clessidra con cordone.
15° tiro: superare un breve tratto verticale sopra la sosta e per facili rocce uscire sul prato sommitale; 20m, IV, II. Sosta su spuntone.
Discesa: proseguire lungo il prato fino ad incontrare le pareti, indi seguire un sentiero segnalato con ometti verso destra. Il sentiero presenta alcuni tratti scivolosi dove è necessario prestare attenzione se non si vuole accelerare irreparabilmente la discesa verso valle. Superato il canalone e percorso un breve tratto in salita ed in piano, si segue una deviazione che scende verso destra, segnalata da ometti e bolli rossi, che porta ad un capanno di caccia. Da qui si prende una traccia sulla sinistra che porta ad un torrente che bisognerebbe ora seguire. Noi abbiamo trovato il torrente piuttosto "carico", e lo abbiamo quindi attraversato per poi risalire il versante opposto, attraversando una zona di mughi e sbucando sul sentiero n.11 che, seguito verso destra, riporta alla capanna alpina. 2h e 30' circa.