mercoledì 20 gennaio 2016

Aglianico del Vulture DOC Martino 2003 Armando Martino

Dopo le mie "precedenti puntate" a tema Aglianico, ovvero quelle su Paternoster e D'Angelo (ma anche Taurasi di Perillo), mi ero ripromesso di scrivere del Taurasi Radici di Mastroberardino, ma ancora una volta ho deciso altrimenti: c'è ancora qualcuno che non conosce o non apprezza quest'ottimo vino?
E così, eccomi invece ad un'altra cantina del Vulture, la prima che ho conosciuto un bel po' di anni fa, ma di cui ho sempre avuto problemi a procurarmi bottiglie: Armando Martino. Parliamo qui del loro Aglianico "base", 18 mesi in acciaio e affinamento in bottiglia, da me bevuto, come al solito, dopo più che discreto invecchiamento.
Al bicchiere sfoggia un bel colore granato, con profumi di frutti rossi purtroppo non molto evidenti. Si riscatta in bocca, dove nascono note speziate, aromi complessi e buona acidità, a testimonianza del buon potenziale di invecchiamento di questo vino. Non molto lunga la persistenza, forse per effetto degli anni.
Oltre la qualità, c'è un altro fattore che rende questo vino decisamente interessante ed invoglia a riempirsene la cantina, ed è il suo prezzo assai contenuto: politica aziendale lodevolissima che spero continui a lungo. Sono invece assai meno entusiasta della politica aziendale della linea "premium", dove l'aglianico passa più di un anno in barrique: in fondo, non si può essere soddisfatti sempre, no?

mercoledì 13 gennaio 2016

Malizia

Sul 1° tiro.
Sul 3° tiro.
Il mio omonimo sul 5° tiro.
Teo sul 5° tiro.
Alessandro sul 6° tiro.
Tracciato della via.
Bastionata del Resegone
Parete S


Questa salita risale ormai ad un paio di mesi fa, ma qualche problema di connettività che si protrae ormai da lungo tempo ha ridotto sostanzialmente le mie possibilità di aggiornare questo sito. Nell'attesa di poter tornare a fornire ampio materiale di dileggio agl'incauti visitatori, ecco la relazione di una via molto bella e raccomandabile, in una parete che vale decisamente la pena visitare.
Accesso: sono possibili due itinerari, che partono dal piazzale della funivia dei piani d'Erna o da Erve. Questa volta abbiamo optato per il secondo, che regala una salita decisamente più bella ed appagante del primo. Si raggiunge quindi il paesino di Erve (lungo la carrozzabile si ammira lo Spedone e si apprezza l'impresa di Ruchin) e si prosegue fino al termine della strada, dove c'è una piccola rotonda e si può parcheggiare nei dintorni. Si attraversa il fiume e si segue il sentiero n. 11, superando un agriturismo ed una baita (fontana). Poco dopo c'è un bivio: noi abbiamo preso il sentiero di sinistra (Prà di Ratt), più ripido ma più rapido (scusate il calembour), percorrendo poi l'altro in discesa. Il sentiero sale velocemente (decisamente sconsigliato in caso di pioggia) fino ad una cresta, per proseguire più dolcemente con bella vista e ricongiungersi con l'altro ramo. Da qui in breve alla Capanna alpinisti monzesi, posta sotto la parete di interesse.
Dalla Capanna si seguono le indicazioni per il Passo del Fo', da dove si prende una traccia verso destra che porta in poco tempo alla parete. Qui si osserva un discreto affollamento sulla Bonatti e su Nuovi orizzonti, che sono le vie più abbordabili. Più a sinistra, dove c'è una specie di traccia che sale verso un pulpitino, si notano dei fix che risalgono un vago diedro, con alla base un fix e un vecchio cordone. In tutto poco meno di un paio d'ore.
Relazione: via molto bella che risale la parte sinistra della bastionata, vicino al diedro della via Impero. Percorso sempre ovvio con protezioni ottime a fix e chiodi (ma non siamo comunque in falesia!); inutili friend e protezioni veloci. Soste attrezzate con due fix, catena e anello di calata. Grado obbligato: 6a con tiri abbastanza continui. Via consigliata d'inverno o nelle mezze stagioni; evitare l'estate se non volete cuocere a fuoco lento.
1° tiro: si salgono i primi metri di rocce facili, ma un po' rotte e sprotette, e si prosegue nel diedro vero e proprio fino ad uscire sulla sinistra alla sosta. 30m, 5c; sei chiodi, tre fix, un cordone e un fix alla base.
2° tiro: spostarsi a sinistra della sosta fino ad una spaccatura e risalirla raggiungendo la cengia. Da qui ancora a sinistra fino alla sosta. 20m, V+, I; tre chiodi. È anche possibile salire dritti sopra la sosta fino alla cengia (difficoltà minori, ma roccia dall'aspetto un po' precario; fare attenzione se scegliete questa opzione).
3° tiro: salire il muro sopra la sosta, dapprima verso sinistra e poi riportandosi a destra; un saltino finale conduce alla sosta. 30m, 6a; undici fix, quattro chiodi.
4° tiro: seguire la cengia verso destra fino alla sosta. 10m, un passo di III-, un chiodo.
5° tiro: si sale la bella placca di movimento, forse un po' meno fisica del 3° tiro. 30m, 6a; sette fix, tre chiodi.
6° tiro: si finisce in bellezza: dritti sopra la sosta, poi a destra (attenzione ad un pilastrino appoggiato dall'aria dubbia) e ancora dritti fino alla scomoda sosta finale. 25m, 6b+ (un paio di passi); nove fix.
Discesa: in doppia sulla via. Se avete mezze corde da 60m bastano due calate; la prima fino alla cengia e la seconda fino a terra.

venerdì 8 gennaio 2016

Bergamo-Milano Lambrate: ritardi novembre-dicembre 2015 e riassunto annuale

Ritardi all'arrivo nel bimestre novembre-dicembre 2015 per i treni
2608 e 10809 nel tragitto Bergamo-Milano Lambrate.
Ritardi all'arrivo nell'intero anno 2015 per i treni
2608 e 10809 nel tragitto Bergamo-Milano Lambrate.
Ritardo medio e al 90% di prob. cumulativa per il treno 2608.
Ritardo medio e al 90% di prob. cumulativa per il treno 10809.
Ritardi 2015 in funzione del giorno della settimana per il treno 2608.
Come sopra, ma per il treno 10809.
Correlazione tra ritardo alla partenza e all'arrivo per il treno 2608.
Come sopra, ma per il treno 10809.
Siamo alla fine dell'anno di raccolta dati sui ritardi ed è tempo di guardare i risultati complessivi. Ma prima, volgiamo un'occhiata all'ultimo bimestre dell'anno e ai ritardi relativi (prima figura), sgranando gli occhi davanti ad un risultato piuttosto sorprendente: il mai-abbastanza-vituperato treno-cenerentola del rientro pomeridiano sfoggia la prestazione migliore dell'anno, limitando i danni a 5' di ritardo nell'86% dei casi e facendo meglio del treno mattutino, che peraltro riesce a raccogliere il suo peggiore ritardo dell'anno, pari a ben 35'. Ma poiché una rondine non fa primavera, i risultati complessivi subiti dai disgraziati pendolari in tutto il 2015 (seconda figura) sono assai meno incoraggianti: i ritardi alla soglia del 90% dei casi sono rispettivamente di 9 e 17 minuti circa e una riduzione dei ritardi di un fattore due o tre è necessaria per arrivare alla (peraltro autoproclamata) soglia di decenza dei 5': auguri!
L'aria che tira è osservabile nelle due figure successive, con i ritardi mensili, al solito espressi tramite il valore medio e quello che raccoglie il 90% dei casi, escludendo il 10% più sfigato. Il miglioramento rispetto ad inizio anno è innegabile (ma da confermare nel 2016), ma è vero che il processo si è arrestato dopo l'estate per il 2608, quando i risultati non sono ancora sufficienti (la linea verde deve stare sotto i 5'). Più regolare (escludendo i vergognosi due mesi estivi che ancora agitano i miei incubi) il 10809, con un lento ma costante miglioramento fino ad un ottimo dicembre 2015, il cui dato è però limitato dalle minori giornate lavorative rispetto agli altri mesi. Colto da dubbio maligno, ho poi raccolto i dati in funzione del giorno della settimana. Confesso che mi aspettavo un'esplosione di ritardo nel venerdì, giorno in cui si concentrano pure buona parte degli scioperi, ma non pare che sia così. In effetti il peggior risultato si nota al mercoledì; sarà l'effetto di essere a metà strada verso il weekend!
Per finire, trovate i grafici di correlazione tra ritardo alla partenza e all'arrivo già presentati ad aprile, aggiornati a tutto il 2015 (la linea è l'andamento a ritardo costante): praticamente impossibile riuscire a recuperare il ritardo la mattina, mentre qualcosa di meglio si fa nel viaggio di rientro, almeno per ritardi di pochi minuti.
Non ci resta che incrociare le dita per il 2016, anche se con ben poche speranze!

Nota: a seguito dei nuovi orari, il 10809 parte alle 17:48 e non 17:49, mentre l'orario teorico di arrivo a Bergamo è rimasto alle 18:28. Ho tenuto conto di ciò nei calcoli del ritardo alla partenza (peraltro non mostrati qui), anche se sui grafici compare sempre la scritta "17:49" che ha accompagnato la maggior parte dell'anno appena terminato.