mercoledì 30 marzo 2016

Il sole che struttura

Diego sul 3° tiro.
Diego all'uscita del 6° tiro.
Tracciato della via.
Parete proibita - Valle del Sarca
Parete E

Dopo una via alle placche zebrate e una Radler, cosa di meglio per concludere la giornata di Pasqua che una seconda vietta nella zona? Adocchiate le vie nuove aperte nella parete tra i Colodri e San Paolo, ci dirigiamo alla più abbordabile e lunga, che giunge in cima alla parete. Arrampicata divertente, mai difficile ma con un minimo di ingaggio, da ripetere prima che le placche divengano troppo unte per percorrere i tratti in libera!
Accesso: noi siamo arrivati all'attacco della via in modo un po' rocambolesco e non molto ortodosso, ma l'accesso canonico dovrebbe partire dalla cappelletta di fronte al ristorante La lanterna. Da qui si raggiunge la parete e la si segue verso sinistra fino alla scritta di attacco. Poiché il sentiero prosegue, potrebbe essere possibile giungervi anche dal parcheggio delle piscine (da verificare; fatemi sapere). Scritta alla base.
Relazione: via molto piacevole tra placche, diedri e un bellissimo strapiombino iniziale. Protezioni buone a cordoni, chiodi e pochi fix. Portare friend medi per integrare le protezioni nei tiri in placca (!) e sul 6° tiro. Calcolare due orette e mezza circa.
1° tiro: salire spostandosi verso sinistra a rimontare un divertente strapiombo con vasche. 25m, V-, V+; cinque cordoni in clessidre, un chiodo. Sosta su cordoni in clessidre e albero.
2° tiro: a destra a risalire un breve diedro per proseguire su placca, prima dritti e poi a destra e ancora a sinistra fino alla sosta. 35m, V+, VI; cinque cordoni in clessidre (o sei?). Sosta su due cordoni in clessidre.
3° tiro: per placche a sinistra della sosta frino ad una fessura che si segue verso destra; un delicato traversino porta ad una bella rigola verticale che si segue fino alla sosta. 35m, VI+; tre fix, un chiodo, un cordone in clessidra. Sosta su fix con anello e cordone in clessidra.
4° tiro: salire una rigola sulla placca a sinistra della sosta fino ad una zona di rocce più appoggiate che portano alla sosta. 30m, VI, III; un fix, tre cordoni in clessidre (due vicini).
5° tiro: per traccia a sinistra fino ad un diedro (cordone visibile). 50m, I.
6° tiro: salire il bel diedro articolato ed uscirne verso il terrazzo di sosta con un passo in traverso a sinistra. 25m, V+, VI-; due chiodi, un fix, un cordone in clessidra. Sosta su fix con anello.
7° tiro: uscire per un breve muretto e riprendere il sistema di placche, ora molto appoggiate, fino ad una piccola cengia dove attrezzare la sosta. 50m, V, IV, III; cinque cordoni in clessidre.
8° tiro: proseguire per rocce rotte fino alla sommità. 15m, III. Sosta su fix.
Discesa: proseguire brevemente fino ad una mulattiera che si segue verso sinistra e che conduce in breve al santuario di Laghel, da cui si scende ad Arco.

martedì 29 marzo 2016

Ciao Romano

Diego sul 1° tiro.
Sempre lui sul 4° tiro.
Tracciato della via.
Placche zebrate - Valle del Sarca
Parete E


"È il tiro che salva la via!", mi dice Diego quando giungo alla sosta finale. In effetti, quando mi propose di ripetere una via degli stessi apritori della bellissima Perla bianca, mi aspettavo di ritrovare le stesse emozioni. Invece, sarà che non arrampico più su placca da secoli, sarà che non tutte le ciambelle escono col buco, ma la via mi pare salire senza una sua identità, con tiri che non sono certamente brutti, ma che non lasciano traccia. Con l'eccezione dell'ultimo, veramente bello.
Accesso: Da Arco si sale verso Sarche, superando Dro e raggiungendo la parete zebrata. Poco dopo il bar delle placche (possibile parcheggio; accesso solo lievemente più lungo) si nota sulla sinistra un cartello giallastro di un agriturismo e, sulla destra, un piccolo spazio per parcheggiare (meglio evitare nei giorni feriali). Si attraversa e si costeggia l'agriturismo fino ad un bivio, si prosegue dritti per prendere una traccia che sale sulla sinistra e che porta ad avvicinarsi alla parete per ghiaie. Giunti circa in corrispondenza della grossa spaccatura del lato destro delle placche, si risale l'avancorpo verso sinistra fino all'attacco della via (scritta alla base). Una mezz'oretta circa.
Relazione: la via risale il bordo sinistro di un'interruzione del sistema di placche della parete, alternando tratti facili ad altri più impegnativi e non facendosi mancare passaggi in A0. Sempre ottima la chiodatura; utile eventualmente un friend medio per l'ultimo tiro. Soste su due fix con cordone ed anelli di calata. Contare un paio d'orette o poco più.
1° tiro: salire la placca puntando alla pianta, spostarsi a destra e risalire ancora fino alla sosta. 40m, 6a, A0; dieci fix.
2° tiro: salire a sinistra verso il cordone e costeggiare il bordo sinistro del catino fino alla sosta in prossimità di un albero. 30m, 5a; tre fix (uno con cordone).
3° tiro: a sinistra per poi risalire per placche (occhio all'angolo della corda). Una spaccata verso sinistra porta ad un'ottima presa che permette di proseguire la salita fino alla sosta. 30m, 6a+; nove fix.
4° tiro: proseguire sul bordo della spaccatura fino ad uno spostamento a sinistra aiutato da un provvidenziale cordone; pochi metri di arrampicata portano a placche vergognosamente lisce che si risalgono in A0. 30m, 5a, passo in A0, 6a/6a+, A0; dieci fix (uno con cordone)
5° tiro: salire il muretto o la fessura alla sua sinistra e procedere per rocce rotte fino ad una placca che si sale lungo una rigola obliqua. 30m, 6a+; nove fix. Tiro bellissimo.
Discesa: in corda doppia lungo la via.

mercoledì 23 marzo 2016

Savini

Edo sul 3° tiro.
Edo sul 5° tiro.
Sempre lui sul 6° tiro...
e sull'8°.
Sul 9° tiro.
Tracciato della via.
Monte S. Martino
Parete S


Mi ero ripromesso da un po' di dare un'occhiata a questa via, ma altre destinazioni avevano preso il sopravvento, finché un paio di visite alla falesia del S. Martino hanno attratto di nuovo il mio sguardo su questa linea. Sabato, ben armati di rinvii e ben decisi a... tirarli laddove fosse necessario, l'abbiamo affrontata. Linea molto bella, difficoltà obbligatorie comunque contenute grazie alla chiodatura abbondante, molto raccomandata se avete voglia di un'arrampicata in puro stile plaisir e se non vi fate troppi problemi etici!
Accesso: noi siamo saliti da Rancio, sulla strada per l'Antimedale, con un percorso comodo sia all'andata che al rientro. Se seguite questa strada, raggiungete la solita piazzetta di Rancio e infilate la strada in salita che porta all'Antimedale. Si parcheggia al primo tornante verso destra e si prende la strada sulla sinistra, tenendo ancora a sinistra quando la strada termina con un tornante. Si supera una sbarra e si prosegue in leggera discesa, prendendo la seconda scaletta a destra (indicazioni per la falesia del S. Martino). Si segue il sentiero in piano fino ad arrivare in vista della falesia, e qui si risalgono gli sfasciumi verso la parete (non restate troppo a sinistra, altrimenti vi troverete in mezzo ai rovi!). Ignorate le corde penzolanti dal pilastro di sinistra e individuate una corda fissa dall'aspetto decisamente poco rassicurante. Risalitela fino alla cengia e spostatevi a destra fino all'altezza di un fix giallastro con cordino. Una mezz'oretta circa.
Relazione: via bella ma decisamente impegnativa da percorrere in libera (quantomeno, se siete pippe come il sottoscritto). La chiodatura è tuttavia ottima e, pur allungando un po' la distanza tra le protezioni nelle parti più facili, permette di dare qualche sana tiratina ai rinvii, percorrendo in A0 i tratti più impegnativi e riducendo il grado obbligato intorno al 5c. Necessario comunque un certo allenamento, poiché la parete verticale non concede molti punti di riposo, soprattutto nella parte mediana. Portare solo (tanti) rinvii. Evitate le giornate calde se non volete salire con uno zaino con 20 kg di acqua! Contare 5-6 orette.
1° tiro: si sale la placca su roccia un po' polverosa fino ad un tetto che si supera per una spaccatura sulla destra. 30m, 5c, 6c, quattordici fix (due con cordoni). Sosta su due fix e cordone con maglia-rapida. Chiodatura ravvicinata nel tratto duro e un po' più lunga all'inizio.
2° tiro: si risale la cengia e la si segue verso destra con un passetto delicato, a prendere una fessura con vago diedrino che si segue fino alla sosta. 30m, 5c, otto fix. Sosta su anello metallico e fix.
3° tiro: a destra della sosta a salire lungo un lama obliqua, poi per breve tratto verticale e ancora per fessura verso sinistra fino a portarsi praticamente sopra la sosta iniziale. 20m, 5c, sei fix. Sosta su quattro fix. Tiro molto bello.
4° tiro: dritti sopra la sosta per una specie di vago diedrino. 15m, 6b+, nove fix. Sosta su tre fix con cordone.
5° tiro: ancora per il diedro-fessura (primi metri decisamente duri!) fino ad uscirne sulla sinistra. Da qui una lama, prima difficile e via via più facile, porta alla sosta. 20m, 6c+ la partenza, poi 6a+/6b e uscita facile; sedici fix e un cuneo con cordino inquietante. Sosta un po' scomoda su anello metallico e fix, che sarebbe comodissima se fosse stata posta 50 cm più in alto.
6° tiro: si sale ancora per una vaga fessurina per spostarsi lievemente a sinistra su rocce nere lavorate e rientrare verso destra fino alla sosta. 30m, 6a, quattordici fix. Sosta su anello metallico e fix.
7° tiro: dritti fin sotto il tetto, poi attraversare verso destra e superare il tetto uscendo per una placca fin sotto ad un secondo tetto. 25m, 6c, diciassette fix. Sosta su quattro fix. Tiro molto continuo e faticoso.
8° tiro: in bel traverso a sinistra a doppiare uno spigolino e risalire al terrazzo di sosta. 15m, 6c (un passo), sei fix. Sosta su due fix.
9° tiro: su per il muretto sopra la sosta fino a doppiare lo spigolo, salire brevemente e riportarsi sul versante di partenza, dove una placca di roccia non ottima ma non difficile porta alla sosta. 20m, 6c (il muro iniziale); quindici fix, un chiodo. Sosta su due fix.
10° tiro: sopra la sosta a superare un saltino per spostarsi a destra; ignorare la sosta e proseguire per rocce facili ma un po' mobili fino alla fine delle difficoltà. 40m, 5a, III, cinque fix e una sosta intermedia su due fix. Sosta da attrezzare su albero. Si può ovviamente spezzare il tiro alla sosta intermedia.
Discesa: salire per facili rocce fino ad una cappella. Da qui si prende il sentiero che scende verso destra e conduce a Rancio. Giunti alle reti paramassi, si segue il sentiero verso sinistra fino a ritrovarsi in breve sulla strada di accesso alla parete dell'Antimedale, e da lì al punto di partenza.

mercoledì 9 marzo 2016

Bergamo-Milano Lambrate: ritardi gennaio-febbraio 2016 (2608/10809)

Distrib. cumulativa dei ritardi a gennaio-febbraio 2016 e
confronto con il 2015
Valori medio, al 50% (mediano) e al 90% delle distribuzioni per il 2608.
Come sopra, ma per il 10809.
Sembra incredibile, ma forse ci avviciniamo a lenti, lentissimi passi verso una quasi-normalità, almeno per quanto riguarda la puntualità dei due treni che mi devo sorbire tutti i giorni. Se confrontiamo i risultati per il primo bimestre dell'anno con i loro analoghi nel 2015, non si può non rabbrividire al pensiero delle ore buttate vie nell'anno appena finito e sperare che la situazione non si ripeta. Il miglioramento più marcato è certamente nel pomeriggio, dove peggiorare sarebbe stato veramente difficile. La "coda" dei ritardi è più o meno dimezzata (dalla curva gialla alla rossa) e siamo quasi giunti al fatidico limite del 90% entro 5 minuti.
Meno marcato il miglioramento del treno mattutino, che però partiva da una situazione migliore. Anche qui però (dalla curva azzurra alla blu) si nota uno spostamento della distribuzione verso sinistra di un paio di minuti circa, con un aumento del caso pessimo, da confermare o meno nei prossimi mesi.
L'andazzo, per così dire, "storico" delle nefandezze è aggiornato nelle figure seguenti, relative ai due treni. Per ogni mese si riportano i valori al 50% e al 90% delle distribuzioni, insieme alla media: il 2608 pare aver raggiunto più o meno una condizione stazionaria, con un po' di variazioni statistiche nella coda e tra un mese e l'altro.
Più regolare il 10809, che si stabilizza su valori accettabili, anche se peggiori di quelli registrati a dicembre 2015 e probabilmente irripetibili.
Certo, è assurdo dover essere contenti di treni che arrivano anche a 15' di ritardo, ma questa è la situazione da cui partiamo. Se questi trend proseguiranno come auspicabile, sarà ora di cominciare a preoccuparsi seriamente del comportamento delle "code". Poi, naturalmente, ci sono mille altri problemi, ma sono argomenti per altre sedi.

giovedì 3 marzo 2016

Bella e cattiva + Messalina + Sasso in faccia

Sul 1° tiro di Bella e cattiva.
Teo sul 2° tiro.
Sul 3° tiro.
Teo sul 4° tiro.
Teo sul 2° tiro di Miss Messalina.
Sul 3° tiro.
Val di Ledro - Parete del Ponale
Parete SE


Qual è l'unico posto del nord Italia dove si può sperare di arrampicare anche con previsioni meteo pessime? Ovviamente, la valle del Sarca, e lì ci dirigiamo speranzosi. Con una piccola deviazione ci portiamo direttamente sopra il lago, in val di Ledro, dove sono state recentemente attrezzate diverse vie a carattere sportivo, ottime (anche) in caso di tempo incerto. Ma ancora una volta, la Valle non ci tradirà!
Accesso (Bella e cattiva e Messalina): da Riva del Garda si prende la strada per la Val di Ledro, che sale ad imboccare una lunga galleria. Alla sua uscita si nota sulla sinistra la vecchia strada del Ponale, che si deve imboccare (non fate inversione di marcia, ma raggiungete la rotonda poco dopo!). Si passa sotto una vecchia galleria e si parcheggia poco dopo sulla destra, poco prima di una sbarra che blocca la strada (altro parcheggio prima di imboccare la strada). Si prosegue a piedi e si prende un sentiero sulla sinistra un centinaio di metri più avanti, in corrispondenza di una vecchia rete paramassi. Si segue il sentiero tenendo la destra, evitando le deviazioni verso le pareti, fino ad una svolta in corrispondenza di un muretto a secco. Subito dopo ancora a destra e, al bivio successivo, a sinistra. Si supera la scritta all'attacco di "Settimo cielo" e si continua fino al punto dove si diramano le due vie (scritte alla base).
Relazione (Bella e cattiva): bella via (e decisamente non cattiva) che sale un bel diedro appoggiato verso destra per poi piegare a superare un paio di muretti. Chiodatura ottima e soste a fix; portare solo rinvii e il necessario per le soste. Grado obbligato 5b.
1° tiro: passo iniziale sbilanciante, poi più facile nel diedro fino al passo finale un po' delicato che porta alla sosta. 20m, 6b (passo), 9 fix. Sosta su due fix.
2° tiro: ancora nel diedro a doppiare uno spigolino per proseguire in traverso fino alla sosta. 20m, 5b, 9 fix. Sosta su due fix con maglia-rapida e chiodo.
3° tiro: salire il diedro di rocce un po' rotte (attenzione!) poi un poco a sinistra ad infilarsi tra due massi (passaggio un po' ricercato) per proseguire su facile placca fino alla sosta. 25m, 5c (passo), 9 fix. Sosta su due fix.
4° tiro: in bel traverso verso destra a risalire poi un breve muretto con uscita su presa (per noi) ripiena di terra bagnata. Si prosegue poi su facile terreno fino alla sosta. 20m, passo di 6a/6a+, 5 fix. Sosta su due fix.
5° tiro: si sale sopra la sosta e per gradoni si raggiunge il sentiero. 20m, 4a, II; 4 fix. Sosta sull'ultimo fix o da attrezzare all'uscita.
Discesa (Bella e cattiva): seguire il sentiero verso sinistra (rispetto alla direzione di salita) perdendo quota ad uno o due bivi, giungendo in breve nei pressi del parcheggio.
Relazione (Messalina): via meno bella della precedente, ma con due tiri simpatici. Anche qui, chiodatura ottima e stesse raccomandazioni della precedente.
1° tiro: salire dritti il muretto, spostarsi a sinistra e proseguire su rocce più appoggiate. 20m, passo di 5c/6a, 8 fix. Sosta su due fix.
2° tiro: su breve placca appoggiata fino sotto al muretto, per spostarsi a sinistra a doppiare uno spigolino e proseguire fino alla sosta. 20m, 5b, 6 fix.
3° tiro: per bella placca fino alla sosta. 15m, 5b, 5 fix.
4° tiro: seguire una stretta placca per portarsi a destra e continuare per rocce più facili sino alla sosta. 25m, 5a, 5 fix. Sosta su albero.
Discesa (Messalina): salire brevemente nel bosco fino ad incontrare il sentiero; indi, come sopra.
Accesso (Sasso in faccia): conviene concatenarla con una delle vie sulla parete precedente, e da qui descrivo l'accesso: usciti da una delle due vie, procedere lungo il sentiero verso sinistra. Ignorare una prima deviazione a destra (si intravede una parete giallastra) e prendere la seconda, che porta in breve ad un'altra parete giallastra dove vi sono diverse vie brevi e monotiri (cartello con nomi).
Relazione (Sasso in faccia): via nello stile delle precedenti, con primi passi un po' unti ma su ottime prese. Breve, ma decisamente consigliata.
1° tiro: in verticale su ottime prese, poi ci si sposta a sinistra con un passo delicato e si prosegue per rocce un po' più facili fino alla sosta. 30m, 6a, 11 fix. Sosta su due fix con catena e moschettone di calata.
2° tiro: si sale brevemente puntando poi a sinistra (lievemente a destra sale una variante che non abbiamo provato) e risalgono delle placche con buone prese. Un passo finale più impegnativo porta alla sosta. 30m, 6a+ (un passo), 10 fix.
Discesa (Sasso in faccia): è possibile scendere in doppia, ma conviene usare il sentiero posto pochi metri sopra la sosta se non si ripetono altre vie sulla stessa parete. Lo si segue verso sinistra per poi abbassarsi e ritrovarsi infine sul sentiero delle discese precedenti.